mercoledì 7 maggio 2014

Tex Willer incontra il Dharma del Buddha


È noto a tutti chi sia Tex Willer, il più famoso personaggio del fumetto western italiano, creato nel 1948 dallo sceneggiatore Gian Luigi Bonelli (1908-2001), autore dei testi e delle storie, e da Aurelio Galleppini, in arte Galep (1917-1994), disegnatore: Ranger del Texas, talvolta fuorilegge, agente indiano, capo del popolo Navajo col nome di Aquila della Notte, paladino della giustizia, invincibile difensore dei “buoni”, pistolero imbattibile, nonché abile giocatore di carte…

Non a tutti sono invece note le circostanze nelle quali Tex ebbe un fugace incontro con il buddhismo, nella persona di un lama tibetano.

Il fatto avvenne nel corso delle vicende che videro Tex scontrarsi, per la terza volta, con il suo Nemico numero uno, Mefisto

Il personaggio di Mefisto (il cui vero nome era Steve Dickart) esordisce come spia del governo messicano, sotto la copertura di illusionista e prestigiatore girovago, ma la sua figura acquista nel tempo un grande spessore, fino a diventare un vero e proprio stregone, il “Figlio del Fuoco”: è unicamente votato al Male, è in grado di evocare esseri e forze occulte, può proiettare la sua immagine al di là del tempo e dello spazio e leggere nella mente degli altri; suo unico scopo, oltre ad acquisire potere, è quello di distruggere i suoi nemici: Tex e i suoi tre pards, il figlio Kit, Tiger Jack, il guerriero navajo, e Kit Carson.
Nelle diverse storie in cui si articola la pluridecennale lotta tra Tex e Mefisto, quest’ultimo ha sempre al suo fianco dei potenti alleati: dalla sorella, la bellissima Lily, agli indiani Hualpai, dal Barone De Lafayette con gli adepti del culto voodoo al suo stesso figlio Blacky, che diverrà il grande stregone Yama (Yama, si noti, è il dio della morte nel "pantheon" induista).

Nell’episodio “Il Drago Rosso” (del 1965), l’alleato (ma fino ad un certo punto…) di Mefisto è invece Padma, un lama tibetano.
Padma e Mefisto di fronte al... Buddha
Il monaco buddhista Padma è colui che salva la vita a Mefisto, sconfitto da Tex (anzi da Tiger Jack) in un precedente episodio e creduto morto nel deserto. Ma soprattutto è colui che lo inizia alla magia nera e gli insegna nel corso di molti anni ad entrare in possesso e a controllare ed usare i suoi diabolici poteri.
Ma la figura di Padma è, dal punto di vista morale, piuttosto complessa, anzi del tutto conflittuale: dai suoi dialoghi con Mefisto si scopre che era stato cacciato dal suo monastero in Tibet, in quanto aveva voluto “esplorare troppo a fondo i tenebrosi abissi della magia”.

Ma non per questo prova odio verso coloro che lo avevano esiliato, in quanto “l’odio fa muovere più rapidamente la ruota della vita verso l’ultima meta”, cioè la morte. Avendo imparato a conoscere la malvagità di Mefisto, e resosi conto di non poterlo convincere ad abbandonare la via del Male, Padma inizia invece a rammaricarsi di “non aver salvato la vita di un uomo migliore” e, dopo aver “camminato per lungo tempo nel buio”, ritrova infine la luce “percorrendo con gioia la giusta via”.

Mefisto semina un pessimo karma
Fino a quando, risvegliandosi dalla sua illusione di poter guarire Mefisto nell’anima “curando il suo corpo”, lo invita per un’ultima volta a spegnere “il fuoco della vendetta”. L’alleanza tra Padma e Mefisto si spezza completamente: Mefisto, in preda all’odio, lo aggredisce e – così almeno crede – lo uccide. Padma però sopravvive: per lui, gli viene detto telepaticamente da entità superiori, “sta per giungere l’ora in cui il supremo dovrà spegnere la sua fiamma nel grande monastero e lasciare il posto al nuovo incarnato”. Padma, ormai “redento”, avverte Tex del pericolo che corre, e finalmente, servendosi dei suoi poteri psichici, provoca nella mente di Mefisto l’apparizione di immagini mostruose e lo fa cadere in preda alla follia.


La redenzione di Padma
La figura di Padma, dal punto di vista della tradizione buddhista, è senza dubbio del tutto incongrua, fantasiosa, priva di “realismo” (d’altra parte, Tex è un fumetto!). Se il nome è corretto (Padma è il fiore di loto, in sanscrito), l’abito non richiama la tipica veste dei monaci tibetani, sembra piuttosto cinese, e la grande statua che spesso compare nelle vignette non ha molto della classica statuaria del buddhismo indiano o tibetano: è simile invece al “Buddha grasso” o “Buddha felice”, molto presente nell’immaginario occidentale. Si tratta di Budai (“bisaccia di pezza”, Hotei in giapponese), in origine P’i-pu-tai Ho-shang (Piccolo monaco sacco di cuoio), figura ricorrente nell'iconografia buddhista cinese, interpretato a volte come un personaggio storico realmente esistito, forse un monaco Ch’an, e a volte come rappresentazione del prossimo Buddha, Maitreya.
Ma cosa ci faceva un lama tibetano nel Texas? Secondo la storia narrata nel fumetto, Padma era il capo del Drago Rosso (da cui il titolo dell’episodio), la cui immagine era infatti raffigurata sulla sua veste, una setta che raccoglieva gli immigrati cinesi nel Texas, li organizzava, li proteggeva e li aiutava economicamente (“il denaro è forza – dice Padma – e il Drago Rosso ha bisogno di diventare molto forte, se vuole proteggere i suoi figli”).
Tex incontra il Dharma
Una società segreta, i cui beni erano custoditi e amministrati da Padma. Del Drago Rosso, Padma costituiva la “mano destra”, quella che protegge, e Mefisto la “mano sinistra”, quella violenta, che somministra giustizia e vendetta.

Questo è l’elemento storicamente più valido: infatti nella loro storia gli Stati Uniti hanno conosciuto una forte immigrazione dalla Cina, a partire dalla II metà del XIX secolo, l’epoca in cui si svolgono le storie raccontate nei fumetti di Tex Willer. Gli immigrati cinesi partecipano alla corsa all’oro in California, ma soprattutto lavorano come braccianti agricoli, come minatori, come operai a basso costo nella costruzione delle ferrovie transcontinentali e nelle fabbriche.
Intorno alla metà del secolo, cominciano ad organizzarsi in società di mutua assistenza, segrete (tong) o no (fong), soprattutto a San Francisco. È certamente questa l’origine storica del Drago Rosso di cui Padma è il capo.
Mefisto raccoglie i frutti del karma

Certo, pensare ad un lama tibetano a capo di una società segreta cinese e indaffarato a raccogliere denaro per fini non del tutto limpidi, è quanto meno azzardato, ma Tex, con tutto il suo mondo, è un mito, in ogni senso del termine, e sui miti non vale alcuna discussione storica o filosofica!




Le citazioni e le immagini sono tratte dal volume:
BLACK BARON
II° volume della collana "Tex contro Mefisto" 
pubblicato nei Super Miti da Mondadori nel 2012,
del quale, unitamente agli altri quattro volumi della serie, si raccomanda caldamente la lettura.