Nel corso di questi mesi è stato più volte
citato Philippe-Édouard Foucaux (o De Foucaux) quale traduttore in lingua
francese del Lalitavistara Sūtra.
In segno di rispetto e di ammirazione per
il suo lavoro, ci pare ora doveroso riportare qui, sia pure sommariamente,
alcuni cenni biografici intorno ad una figura che certamente pochi conoscono,
anche tra coloro che in questo Paese si definiscono buddhisti.
De Foucaux nacque il 15 settembre 1811 ad
Angers (Maine et Loire) in una famiglia di mercanti. Ben presto si dedicò allo
studio delle lingue, verso cui era incredibilmente portato, e imparò latino,
greco, italiano, spagnolo e tedesco. A partire dal 1838 studiò il sanscrito
presso il Collège de France con
Eugène Burnouf (1801-1852), il fondatore dell’orientalistica francese. Lo
stesso Collège nel quale studiarono
figure quali Alexandra David-Neel e Sylvain Lévi…
Burnouf lo avviò allo studio della lingua
tibetana, anche perché nel 1835 la Société
Asiatique di Parigi aveva ricevuto alcune opere di Sándor Csoma de Kőrös (1784-1842), il filologo
e orientalista ungherese autore del primo dizionario tibetano-inglese, nonché molti testi
orientali in lingua sanscrita e tibetana. De Foucaux imparò da solo il tibetano,
fino a diventare il maggior tibetologo di Francia.
Nel 1842 l’École Nationale des langues orientales
di Parigi istituì per la prima volta in Europa una cattedra di tibetano, e De
Foucaux ne divenne titolare fino al 1864. Successivamente lasciò la cattedra (poi
soppressa nel 1873 per carenza di studenti) a Henri-Léon Feer (1830-1902) e
continuò ad insegnare il sanscrito (succedendo a Théodore Pavie, che aveva
ottenuto la cattedra alla morte di Burnouf), dedicandosi altresì allo studio,
alla traduzione e al commento di vari testi buddhisti.
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Note autografe di De Foucaux |
Nel frattempo,
De Foucaux aveva sposato (1859) Louise-Marie Filon (1842-1902), figlia di uno
storico e autrice a sua volta di romanzi storici nonchè, con lo pseudonimo di
Mary Summer, di una Vie française de
Bouddha destinée au grand Public (1874).
De Foucaux fu
membro della Société d’Ethnographie,
del Collège de France, della Société Asiatique e dell’American Oriental Society.
Frutto della sua
attività di studioso furono testi quali la Grammaire
de la langue tibétaine (1858), la prima in lingua francese; Le tresor des belles parole, choix de
sentences composées en tibétain; suivies d’une élégie tirée du Kanjour (1858);
Les tibétaines et la bière au beurre
(1862); fu autore delle traduzioni del Lalitavistara
Sūtra, della Reconnassance de Sakountala, di undici episodi del Mahābhārata e del racconto Le Religieux chassé de la communauté.
Philippe-Édouard De Foucaux morì a Parigi
il 20 maggio 1894.
A nostro avviso, i praticanti occidentali
del Buddhadharma dovrebbero provare una profonda gratitudine nei confronti di
figure quali De Foucaux, Burnouf, Levi, Csoma
de Kőrös, Rhys Davids, Schopenhauer, Arnold,
Gombrich e tanti altri. Studiosi, traduttori, filologi, filosofi, che magari
non hanno trascorso ore sui cuscini di meditazione, ma che hanno però offerto
la possibilità di farlo in maniera più consapevole anche a coloro che non ne
conoscono i nomi e i lavori o – peggio – a coloro che scientemente disdegnano
tale apporto, ritenendo lo studio delle fonti e sulle fonti un’attività altra, rispetto a ciò che fece il Bodhisattva.
O rispetto a ciò che tali praticanti ritengono essere la corretta pratica del Dharma.
Le note biografiche sono state tratte dal sito www.ippolito-desideri.net e da https://fr.wikipedia.org/wiki